racconti cuckold italiani marito cuckold frustato da amante moglie

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racconti cuckold italiani Ma ricordo che alla depravazione assoluta arrivai il sabato successivo. Clotilde mi aveva appena fatto frustare dal suo nuovo uomo inginocchiato sul tappeto e di fronte a tutti: poi, come sempre, era andata a rinchiudersi in una delle camere per fare l’amore con lui.Mentre ero ancora nudo a quattro zampe sul pavimento sentii una mano accarezzarmi le natiche e un dito entrarmi nel sedere. Sussultando, mi voltai e vidi il compagno di classe che per primo mi aveva sodomizzato nei cessi: sorridendomi, mi infilò altre due dita nel sedere e prese a muoverle avanti e indietro mentre colla mano libera si masturbava. Quando ebbe l’uccello duro e grosso da fare impressione me la mise nel sedere e cominciò a pistonarmi lo sfintere. Quell’enorme palo di carne mi stantuffava l’ano con colpi decisi e violenti e, in breve, mi sentii inondare il sedere della sua sborra bollente.Come aveva fatto pochi giorni prima, mi afferrò poi per i capelli e mi costrinse a spompinarlo, fino a quando non mi venne di nuovo in bocca. Mentre deglutivo la suo sborra appiccicosa, mi disse che da quel giorno sarei diventato il suo amante, perché avevo il culo rotondo e molle che a lui piaceva. Inoltre, mi disse, gli piaceva picchiarmi.Così, a partire da quel giorno divenni la sua puttana ubbidiente e sottomessa. Tutte le volte che aveva voglia di fottermi mi chiamava a casa sua e quando arrivavo mi faceva vestire da donna, con mutandine di pizzo, reggicalze, corsetto e scarpe col tacco alto. Poi mi faceva sollevare la gonna, piegare in avanti e, sfilatasi la cinghia dai pantaloni, porno racconti amatoriali cominciava a frustarmi sopra le mutandine. Fingeva di essere un marito geloso e sotto le cinghiate mi faceva confessare di essere stata con un altro. E quando finalmente confessavo, mi diceva che una puttanella come me doveva essere severamente punita; mi faceva abbassare le mutandine e inginocchiare di fronte a lui per lavorargli colla lingua il glande che aveva già turgido, ma senza farlo venire, perché la sborra la riservava tutta al mio sfintere. Mentre lo spompinavo, lui mi scorticava le natiche nude colla cinghia e quando decideva che il mio culo infedele era abbastanza rosso mi estraeva l’uccello ormai durissimo dalla bocca, mi afferrava per i fianchi mettendomi alla pecorina e passava a incularmi. A volte mi prendeva nel sedere con compiaciuta lentezza, altre con selvaggia violenza e, in questi casi, continuava a lavorarmi la schiena e i lombi colla cintura dei pantaloni mentre mi sfondava l’ano con quel suo glande enorme.Ma la cosa più difficile era quando decideva di farmi giocare alla sposina novella e mi obbligava a baciarlo in bocca. In questi casi mi faceva sdraiare sul suo letto nudo, mi montava sopra e, raccontierotici mentre con un dito mi violava il buco del sedere o mi torceva i capezzoli, mi baciava appassionatamente attorcigliando la sua lingua alla mia. E mentre sentivo questa cosa viscida e guizzante soffocarmi di saliva, mi obbligava ad aprire e sollevare le gambe e cominciava a possedermi nel sedere dal davanti, proprio come se fossi stato una donna. Sdraiato sopra di me, incollava le sue labbra alle mie e mi violentava le gengive colla sua lingua muscolosa; e mentre mi torceva atrocemente i capezzoli tra le dita, colla sua virilità mostruosa mi castigava l’ano lussurioso, trapassandomi l’anima col glande.

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